A proposito di prevenzione

È ormai accertato che la malattia si sviluppa in un distretto del corpo solo quando tutto l’organismo ne è stato compromesso ed è accertato pure che la persona umana ha in sé le ‘armi’ per proteggersi dalle malattie; pertanto, se la malattia si instaura, significa che la persona non ha attivato le sue difese.

Partendo da un tale presupposto, risulta ovvio che la migliore prevenzione non è quella di agire di volta in volta sul distretto dell’organismo che appare debole o alterato (somministrando, per esempio, il vaccino per la pertosse o per l’influenza, l’antiaggregante per fluidificare il sangue e prevenire le patologie cardiovascolari, l’antibiotico per uccidere i batteri, ecc.), bensì quella di tenere perfettamente funzionanti tutti i fisiologici meccanismi difensivi dell’individuo.

Ebbene, questo non si può certamente fare con la farmacoterapia, che agisce solo su distretti ben delimitati del corpo, mentre si può fare con qualcosa che agisca sull’intera persona.

 

La vera prevenzione è condurre una vita sana

Una corretta igiene spirituale, psichica e fisica o, per usare una terminologia che cerca di inglobare un po’ tutto, una conduzione totalmente sana della propria vita sarebbe la vera prevenzione: ma chi è capace di vivere così?

Basta solo pensare alle difficoltà che l’uomo incontra continuamente per mantenere ‘sano’ il proprio spirito, che è sicuramente il centro più importante della nostra persona. …

E il nostro corpo? Non è forse pericolosamente minacciato dall’inquinamento alimentare, atmosferico, acustico, elettromagnetico, ecc.?

Ecco allora che si rende necessario qualche trattamento preventivo di aiuto.

 

Prevenzione post-natale

Paragonando la nostra persona ad un secchio bucato, la nostra salute alla quantità d’acqua contenuta all’interno e la comparsa della malattia a quando il secchio avrà un contenuto d’acqua che è sceso sotto un livello minimo, il trattamento preventivo deve servire a riempire ogni tanto il secchio per ripristinare l’acqua che esce dai buchi.

È chiaro che la terapia preventiva più utile è quella personalizzata e quindi, alla luce delle conoscenze attuali, solo tre sembrano essere le principali ‘armi preventive’:

– Una corretta igiene di vita: alimentazione bilanciata e ‘sana’, rispetto degli orari e dei ritmi biologici, adeguata attività fisica, ecc.

– Una terapia individuata in base alle caratteristiche globali della persona e in particolare in base ai suoi più importanti ‘punti deboli’ fisici, psichici e/o spirituali; tra le terapie possibili, una considerazione particolare va data alle terapie energetiche e tra queste all’omeopatia ad alte diluizioni, che sembra essere una delle più valide per la sua capacità di influire in modo individualmente, aspecifico, potente e prolungato sul piano psico-fisico dell’individuo ripristinando un buon grado di ‘normalità’ su tutta la persona e realizzando il tanto auspicabile potenziamento dei meccanismi difensivi endogeni.

– Una vita interiore giusta e sana: perché se il cuore dell’uomo è sano, difficilmente la psiche e il corpo si ammaleranno.

 

Per una vera e completa prevenzione, quindi, il medico dovrebbe lasciare da parte il più possibile i farmaci chimici, dovrebbe fornire consigli generali di igiene di vita, dovrebbe prescrivere rimedi strettamente personalizzati e ad azione energetica e inoltre dovrebbe associare a tutto questo un’azione spirituale.

 

Quanto detto riguarda ovviamente la prevenzione post-natale e cioè quella che si può attuare nell’uomo da dopo la sua nascita fino al momento del trapasso, ma credo sia corretto spendere qualche parola anche per quanto riguarda la prevenzione pre-natale e cioè quella che si può attuare nel bambino dal momento del concepimento (o, meglio ancora, prima del concepimento) fino alla sua nascita.

 

Prevenzione pre-natale

La prevenzione pre-natale attuabile dai genitori è certamente il tipo più comune e più importante di prevenzione per il nascituro, ma anche per i genitori stessi, e consiste in quell’insieme di precauzioni che possono essere prese dalla madre del piccolo, e in parte minore dal padre, sia prima che durante la gravidanza.

Prima della gravidanza, e a maggior ragione durante questa, i due coniugi dovrebbero evitare tutte le condizioni ‘squilibranti’ il loro organismo: pensieri negativi, stress psico-fisici eccessivi, alimentazione sbilanciata, ritmi di vita sociale, lavorativa o sportiva non a dimensione d’uomo, vizi come fumo, droghe, farmaci, caffè, vino in quantità eccessiva, superalcolici, ecc.

Infatti, tutte queste condizioni influenzano negativamente il bambino in modo molto intenso fin da prima della sua venuta alla luce. Non dimentichiamo che la psicopatologia neonatale insegna che la maggior parte del carattere di una persona è formato già verso il settimo mese di vita e che alla sua formazione hanno contribuito le informazioni genetiche trasmesse dai genitori unitamente al loro modo di pensare nel periodo del concepimento, l’atteggiamento mentale e l’igiene di vita della madre durante la gravidanza, il clima familiare, l’alimentazione e ciò che è accaduto nei primissimi mesi dopo la nascita.

(tratto da: Gava R. Verso una nuova Medicina. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 3a ed., 2009)


Informazioni su Roberto Gava

Il Dr. Roberto Gava si è laureato in Medicina all'Università di Padova, si è specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica, per poi perfezionarsi in Agopuntura Cinese e Omeopatia Classica.

Dopo dieci anni di lavoro in ambiente universitario ed essere stato autore di libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da una quindicina di anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali, rivedendoli anche alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi convinto che il medico deve aprirsi a molte tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta per il suo paziente quella che è più appropriata.